
“Fairies ” racchiude tutto ciò che in Shakespeare deve essere interpretato prima dei diciotto anni: lo spirito maldestro di Puk la leggerezza di Ariel, il dramma di Giulietta e la farsa amorosa del Sogno di una notte d’Estate. Non narra una storia di Shakespeare ma lo fa con le sue parole, utilizzando situazioni e personaggi che, senza perdere la loro connotazione e riconoscibilità, sono presi da opere affatto diverse. Azzarda raccordi tra situazioni narrative distanti, allude ad analogie tra personaggi non così evidentemente affini, si muove spregiudicatamente tra i diversi registri della poetica shakespeariana senza però tradirne lo spirito, mettendo anzi in evidenza il tratto giocoso, poetico e un po’ fanciullesco che contraddistingue parte dei suoi momenti più brillanti. Ma di Shakespeare, Fairies incarna soprattutto lo slancio nobile e immediato dei suoi personaggi più giovani, lo spirito sagace dei più beffardi e la magia dei suoi fantasmi.
Ma c’è anche di più: c’è il teatro come universo; il luogo dove il poeta può determinare demiurgicamente l’evolversi degli eventi, influenzare le scelte dei protagonisti, ma anche evocare i venti e scatenare le tempeste, imponendo in tal modo al cosmo animistico del Rinascimento un diverso significato, che vede nella poesia l’unico rifugio della magia e della volontà faustiana dell’uomo di determinare il corso della propria esistenza.
La Trama. Prospero (Shakespeare) attrae, con la sua arte magica, il Principe Romeo sull’isola semideserta (la scena) in cui vive e inscena con l’aiuto di Ariel (Spirito della poesia) un nuovo dramma architettato e condotto tra sogno e realtà, al fine di istruire sua figlia Giulietta sui mutevoli aspetti che caratterizzano Amore.Per far ciò coinvolge nel disegno Viola, amica di Giulietta pronta a dividere con lei gioie e dolori, e Lisandro, un giovane isolano segretamente innamorato di Viola. La vicenda evolve assumendo sia i toni del dramma sia quelli della farsa, rendendo protagonista la natura animista dell’immaginario elisabettiano, teatro di spiriti e delle gesta bizzarre del Piccolo Popolo che si muove a passo di danza al ritmo sapientemente scandito dalla bacchetta di Prospero.
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