Chanson d'Amour

testo

m. bordouxhe, chanson d'amour
j. cocteau, la voce umana

musica

roberto bertulli

adattamento e regia

claudio ottavi fabbrianesi

attori

patrizia scianca

gianluca iacono

federica valenti

roberto bertulli

costumi

agostino porchietto

luci

stefano turino

scene

valerio fontanella

produzione

il piccolo teatro d'arte

Argomento

Chanson d’Amour intreccia la vicenda raccontata nel romanzo La Donna di Gilles di Madeleine Bordouxhe, la disperazione della protagonista de La Voce Umana di J. Cocteau e il pathos raffinato e malinconico delle canzoni cantate dagli chansonnier francesi della metà del secolo scorso.

Parla di desiderio, dell’inesorabilità delle sue leggi, capace di condurre anche i personaggi “semplici” che caratterizzano la storia verso scelte inusuali che, a freddo, si fa fatica a condividere, ma che intuiamo essere per chiunque possibili e verosimili;

parla di dipendenza amorosa, trovando però il coraggio di legittimarla e di mostrarne la forza trasgressiva e la sua etica divergente;

ma soprattutto Chanson d’Amour non fornisce risposte, mostra la vicenda dei protagonisti del romanzo della Bourdoxhe – in parte autobiografico – con la sola intenzione di manifestare, senza filtri, l’emotività dei suoi personaggi coinvolti sempre più profondamente in una vicenda che, a tratti, permette un po’ a tutti di riconoscersi.

In scena Patrizia Scianca, Gianluca Iacono, Federica Valenti – oltre che attori, voci note del doppiaggio torinese e milanese –  e Roberto Bertulli, personaggio muto, curatore ed esecutore dal vivo della colonna sonora dello spettacolo – delicata e quasi onnipresente – e accompagnatore delle canzoni del repertorio francese dell’epoca, che forniscono al racconto un efficace contrappunto narrativo.

Il lavoro sulla drammaturgia eredita il suo impianto dalla Voce umana – che restituisce la narrazione allo schema delle unità aristoteliche e di cui è utilizzato parte del testo in alcuni brevi momenti – e concentra la vicenda nell’ambito di una telefonata, interrotta in più riprese e foriera di ricordi.

Trama

Il plot è quello di un ménage à trois in cui Gilles (Gianluca Iacono) – un operaio delle fonderie della Liegi operaia che fa da sfondo alla vicenda – si innamora segretamente di Victorine, sorella più giovane di sua moglie Eliza (Patrizia Scianca). Quando la protagonista scopre il tradimento, invece di punire il marito o di chiedergli spiegazioni, asseconda il suo amore per la sorella, sperando che l’uomo ritorni a riscoprirla e ad amarla come una volta. Ma la passione di Gilles degenera ed Eliza si ritrova a confortare il marito e a sostenerlo, diventando la confidente dei tradimenti che lei stessa subisce. Le conseguenze drammatiche di queste scelte sono riflesse nello sguardo ormai perso nel vuoto dell’istanza reale di Eliza (Federica Valenti), unico personaggio reale di una storia proiettata in scena dalla luce delicata del ricordo.

Note di Regia

Personalmente, in qualità di regista, ho cercato solo di mostrare tutto quello che ho trovato nei personaggi del romanzo della Bourdouxhe, cercando di non esprimere giudizi sulle loro scelte e comportamenti. Quello che mi interessava era mettere in risalto la necessità imperante che sta dietro le loro azioni, in grado di renderli vittime e carnefici al contempo; cercando di non perdere, però, il lirismo delle passioni che dettano tale necessità – lo stesso lirismo che trovo negli ultimi sonetti di Shakespeare, basati sulla struggente voluttà della disfatta amorosa del poeta.

Chanson d’Amour è uno spettacolo “d’attore” e la mia attenzione si è concentrata nella conduzione dei suoi interpreti attraverso le sfumature dei caratteri dei personaggi. Ma non meno importanti sono i contributi musicali, le scelte dell’ambientazione scenografica e dei costumi – affidate ad Agostino Porchietto – e delle luci – di Stefano Turino – che coadiuvano in modo decisivo alla creazione delle atmosfere, spesso rarefatte, di un’azione scenica che si muove al ritmo del ricordo.