Salotti Culturali 2021-22

Torna la piccola e variegata stagione di Salotti Culturali a OPEN011, che raccoglie temi attuali e letterari – la violenza contro le donne, l’eros e la letteratura, l’horror e altri ancora – in cui si mescolano la messa in scena e un momento di dibattito tra il pubblico. Tra gli ospiti delle edizioni precedenti, giornalisti come Alessandra Comazzi, autori e sceneggiatori come Pasquale Ruju e Andrea Cavaletto, scrittori come Alessandra C, psicologi e molti altri.

Venerdì 22 aprile 2022

Noi, Sibilla


Noi, Sibilla

” I miei genitori errarono, unendosi, mi dicevo: è nella diversità delle loro tempre la causa del male che porto dentro me senza riparo”. Sibilla, giovane donna innamorata della figura paterna e incapace di comprendere la fragilità della madre destinata alla follia, si sposa, con un matrimonio riparatore, dopo aver subito uno stupro. Il monologo interiore, ispirato al primo romanzo di Sibilla Aleramo – “Una donna” (pubblicato nel 1906) ci accompagnerà attraverso le emozioni della protagonista per farci comprendere le ragioni profonde dell’abbandono del figlio e la presa di coscienza del non potersi adattare ad una vita famigliare sterile e violenta che non tiene in considerazione i desideri e i talenti delle donne, costrette a diventare vittime sacrificali per poter sopravvivere alla morale dell’epoca. “La lampada della vita, le mie mani l’hanno afferrata” Il lavoro ci fornisce uno spunto interessante di riflessione sulla discriminazione di genere e la lotta per la parità dei diritti. .

Venerdì 8 aprile 2022

REm CORdi DARE


REm CORdi DARE

REm CORdi DARE non è uno spettacolo; di questo io e i miei attori più giovani e meno giovani, ci siamo accorti immediatamente. Le parole, selezionate dall’importante repertorio di testimonianze, poesie e diari; la musica che le accompagna, composta dagli eccellenti musicisti che animavano l’incredibile vita culturale del ghetto di Terezin; le immagini degli sfondi tratte dai dipinti e dai disegni dei bambini, non si piegano a diventare gli elementi di un testo scenico. Restano, al di là di ogni tentativo, tracce di realtà che mantengono il potere di evocare il contesto e le persone che le hanno lasciate. Pronunciare queste parole, cantare quella musica, descrivere il contesto, così come viene riportato dai pochi che sono sopravvissuti, diventa per chi è in scena un percorso che ha qualcosa di rituale e da cui nasce l’esigenza di rendere un tributo al coraggio, alla bellezza, all’amore per la vita e alla volontà di esistere che gli autori ci insegnano.

Venerdì 10 Dicembre 2021

Scienze planetarie narrate ad arte


Scienze planetarie narrate ad arte

Nel contesto di un progetto di narrazione di temi astrofisici attraverso il Cinema e il Teatro, il Salotto Culturale del 10 dicembre propone il racconto nel racconto della nascita del docufilm realizzato da il Piccolo Teatro d’Arte e Istituto Nazionale di Astrofisica sul ritrovamento della Meteorite Cavezzo. Il documentario mette insieme le voci degli attori del ritrovamento del meteorite guidato dalla rete PRISMA, accompagnate dalla narrazione mitico storico e poetica del fenomeno meteorico in senso lato con l’obiettivo di ottenere un coinvolgimento dello spettatore sia sul piano del rigore scientifico sia su quello della partecipazione emotiva. La serata, oltre alla visione di parti del documentario, propone l’incontro con alcuni scienziati della rete PRISMA e una scelta di suggestioni letterarie in tema lette dal vivo dagli attori della compagnia de il Piccolo Teatro d’Arte.

Eva non è ancora nata instagram_Tavola disegno 1
Venerdì 26 Novembre 2021

Eva non è ancora nata


Eva non è ancora nata

Verona, 16 gennaio 1900. Due lavandaie insaponano le lenzuola sul greto dell’Adige poco sotto il ponte Garibaldi. In questo punto, una di loro vede un sacco impigliato tra gli sterpi. Poco lontano c’è un ragazzo che pesca. “Era un involto legato con lo spago, voluminoso. Ci trovammo di fronte a sei pezzi di carne umana”. Messi insieme i pezzi, i periti stabiliscono che si tratta di una giovane donna tra i 16 e i 22 anni, incinta di tre mesi, identificata in seguito come Isolina Canuti. Ma i cimiteri non prevedono la sepoltura di lembi di corpi che arrivano a distanza di tempo e che qualcuno non ha interesse a non riconoscere. A Isolina viene imposta la cancellazione anagrafica. Non doveva vivere ma neanche essere iscritta fra i morti. Tra l’indagine e il monologo interiore, Federica Valenti cerca di rimettere insieme i pezzi, ridando vita al personaggio attraverso le parole della Maraini, di Verga e altri autori della letteratura moderna e contemporanea, che hanno cercato di indagare i meccanismi sociali e personali del dominio dell’uomo sul corpo della donna, che spesso si trasforma in potere di vita e di morte.