Formazione

Il Piccolo Teatro d’Arte non fa spettacoli per ragazzi ma spettacoli con ragazzi e i nostri spettacoli sono presenti sia nelle programmazioni delle normali stagioni di prosa sia in quelle dedicate più specificamente ai ragazzi.

Il Piccolo Teatro d’Arte coniuga l’impegno artistico con quello più puramente formativo, realizzando eventi volti a far confrontare, su temi riguardanti l’adolescenza, il pubblico giovane e quello adulto, cercando temi e momenti in grado di coinvolgerli entrambi.

Il Piccolo Teatro d’Arte, sotto l’insegna del “teatro d’innovazione fatto dai più giovani”, coniuga la ricerca nel linguaggio teatrale con la promozione dell’arte scenica di qualità fatta da ragazzi, al fine d’integrare e diffondere la conoscenza del teatro nel panorama educativo dell’adolescente, e di fornire uno strumento utile a portare all’attenzione del pubblico adulto le iniziative, le necessità e le potenzialità espressive dei più giovani.

Il Piccolo Teatro d’Arte si confronta, attraverso l’attività di formazione e gli spettacoli, con il mondo interiore dell’adolescente, utilizzando gli strumenti del teatro per esplorarne gli aspetti meno esteriori e stimolando nel giovane attore un analisi personale.

C’è introspezione quindi, il tentativo un po’ giocoso di analizzarsi e di riportare sulla scena il risultato; la possibilità per i giovani spettatori di riconoscersi, perchè la rappresentazione non è mediata dall’adulto e quella per i giovani attori di “rappresentarsi”, di rispecchiare chi li osserva; lo stimolo ad analizzare “l’altro”, ad immedesimarsi per comprendere, per superare l’avversione per chi è diverso.

 

C’è volontà, anche, di far sì che i ragazzi siano realmente i “protagonisti”, creando delle occasioni di incontro fondate sui loro interessi, ma anche, e soprattutto, fornendo loro degli strumenti utili ad autogestirle, permettendo in tal modo di chiudere un cerchio in cui la proposta e la fruizione giacciono su un piano comune.

 

C’è il confronto dei giovani – che espongono le proprie ragioni, tensioni e volontà – con il mondo degli adulti; e quello degli adulti con il mondo dei giovani, in un contesto in cui “i grandi” sono tenuti a prestare ascolto.

C’è l’obiettivo culturale di diffondere una scrittura scenica non necessariamente per ragazzi, ma che li vede protagonisti; che non descrive un mondo edulcorato a misura di bambino, ma il bambino in un mondo “reale” gestito dagli adulti.

C’è la necessità di testimoniare che è divertente e possibile – anche in Italia e non solo all’estero – fare del teatro con ragazzi tecnicamente ben preparati, in grado di accattivarsi per più di un’ora – senza intercessioni di amicizia o di parentela – il pubblico più esigente delle grandi sale e quello meno preparato delle repliche scolastiche.